Intervista a Bgirl Solid.
Ha vinto l'edizione 2024 degli assoluti FIDS categoria Bgirls adulti. Ha uno stile unico, personalità e determinazione sono alla base del successo di Giovanna Fontana, aka BGirl Solid. Un percorso artistico e professionale che l'ha portata a conquistare grandi traguardi. Conosciamo meglio una delle più stilose bgirl italiane.
Prima di iniziare puoi dirci la storia del tuo nome da bgirl?
Il nome mi è stato dato da mio fratello prima che io iniziassi a ballare. Quando eravamo piccoli giocavamo molto al computer e i nostri nicknames erano “Solidus e Solid”. Dopo qualche anno lui si è trasferito a Londra e quando lo andavo a trovare e mi allenavo con la scena inglese, ogni volta che facevo dei bei freeze, loro mi dicevano “ that freeze was Solid” oppure “ ah! That’s why Solid”. Infatti il mio stile è molto basato su freezes. Quindi ho deciso di tenerlo.
Hai vinto gli assoluti FIDS, un importante riconoscimento, cosa c'è dietro questo risultato?
Ci tenevo davvero tanto a ballare bene, e se non a vincere, almeno avrei voluto lasciare il segno. Vivendo all’estero, non riesco a vivermi la scena italiana come facevo da piccola. Fino a qualche anno fa partecipavo ogni fine settimana a competizioni e workshops in giro per la nazione, organizzavo tanti eventi nella mia città e ho dato il mio contributo nel creare una nuova generazione di bboys and bgirls in Calabria. In questi 4 anni tante cose sono cambiate però per me è sempre il mio paese, ci torno spesso per lavoro, per la mia famiglia, per allenamenti e ovviamente vincere un titolo in Italia ha un peso diverso per me.
Quali sono state le maggiori difficoltà che hai incontrato nel tuo percorso da bgirl e come le hai superate?
Mi sarebbe piaciuto avere più insegnanti attorno a me ma penso comunque che non cambierei nulla del percorso e delle esperienze fatte. Ho riscontrato una grande difficoltà anche quando mi sono trasferita a Londra, pensavo non avrei più ballato perché lavoravo full time in un pub. ricordo ancora di aver chiamato il mio compagno di crew in lacrime dicendogli che avrei smesso di ballare. Penso sia stata una delle sensazioni più brutte della mia vita.
Ringrazio comunque il breaking per rendermi una persona resiliente.

Come descriveresti l’ambiente breaking. Qual è la cosa che apprezzi maggiormente e c'è qualcosa cambieresti?
Non cambierei nulla. La diversità è sempre una cosa positiva. Non bisogna essere tutti uguali o pensare tutti nello stesso modo. Il mondo come L'arte è bella perche sono vari. Va bene avere amici e nemici, compagni di crew e competitors, powermovers a footworkers, grandi eventi e piccole jams. C è spazio per tutti.
Chi sono i tuoi punti di riferimento? C'è qualcuno a cui ti ispiri?
i miei punti di riferimento sono i miei fratelli. Sono le persone più testarde e successful attorno a me.
Quanto tempo dedichi al breaking, sia come allenamento che preparazione alle battle?
La mia routine è basata sul breaking. Mi alleno 5 volte a settimana e oltre al breaking faccio anche CrossFit e corsa per tenermi in forma e per potenziare il mio fisico.
Cosa fai nella vita oltre a danzare? Come riesci a bilanciare passioni e responsabilità?
Lavoro full time come ballerina. Sono riuscita a crearmi delle opportunità che mi fanno allenare e viaggiare il più possibile. Insegno in qualche scuola, lavoro con brands e con i miei social media.
Hai partecipato a diversi tipi di battle. Quali differenze hai riscontrato tra loro?
La differenza sta tanto nella musica, nelle persone che hai attorno in quel momento e dalla modalità di battle.
Qual è stata l’emozione più intensa che hai vissuto fino ad oggi grazie al breaking?
Non avrei mai pensato di viaggiare così tanto, di connettermi con così tanta gente, di visitare così tanti posti, di lavorare per grandi compagnie e brands, di sentirmi libera ogni giorno di vivere la mia vita come piace a me.
La cultura hip-hop ha influenzato la tua vita e la tua danza?
Sicuramente ho più senso di avventura, di comunità. Ha dato arte e colori alla mia vita.
Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro? Dove ti vedi tra cinque anni?
Io penso che il momento giusto sia sempre quello presente. Però so anche che molte cose richiedono tempo e il meglio ancora deve venire. Tra 5 anni possibilmente sarò al top della mia carriera. Spero seminerò abbastanza bene da far appassionare molte più persone, avere molte più idee e non avere nessuno rimorso. Voglio vivermi tutto quello che mi fa battere il cuore e che mi dia ispirazione e motivo di continuare a svegliarmi sempre grata di tutto.

C’è un consiglio che vorresti dare alle giovani che aspirano a diventare B-Girls? Perchè scegliere il breaking in alternativa all'hip-hop?
Il consiglio più grande è quello di non avere paura, di non sentirsi meno di nessuno, di chiedere sempre aiuto senza troppe preoccupazioni, di spingere anche se i risultati non sono evidenti. Quando io ho iniziato a ballare, non riuscivo a battere le mani a tempo e per imparare il freeze sulla testa ci ho messo quasi un anno. Fortunatamente ero molto appassionata 😅
