Torino Scasso Crew accende la scena: Bust the Rust porta energia, rispetto e comunità.

Torino Scasso Crew accende la scena: Bust the Rust porta energia, rispetto e comunità.

A Torino il breaking torna a parlare con forza. La prima edizione di Bust the Rust, ospitata negli spazi di Studio 21 e organizzata dalla Torino Scasso Crew, ha dimostrato come la scena piemontese sia tutt’altro che ferma. Un evento costruito con attenzione, passione e una visione chiara: creare un momento di incontro autentico attorno alla cultura hip hop.

A guidare la giornata sono stati due superhost d’eccezione, Panzerfunk e Kaneki, che hanno saputo dare ritmo e identità all’intero evento. Fondamentale il supporto di  Mars e Sweatrock che si sono presi cura di tutto e tutti garantendo l’efficienza e la fluidità dell’evento. Con loro una giuria composta da Flowthereal, Blast e Naz, mentre alla consolle DJ Skillshadow ha garantito il giusto carburante musicale per accendere il cerchio.

Sul fronte delle battle, i risultati raccontano una giornata di grande livello:

  • U16: vittoria per Bboy Giomino
  • Open: trionfo di Bgirl Alessandrina
  • King of the Freeze: titolo a Bboy Shadow

Ma Bust the Rust non è stato solo un elenco di vincitori. È stato soprattutto un evento vissuto e costruito con cura, in cui ogni dettaglio sembrava pensato per far sentire tutti parte di qualcosa. L’organizzazione ha mostrato una grande attenzione agli spazi e alla qualità dell’esperienza: oltre all’area principale dedicata alle battle, era presente anche uno spazio esterno dove i breaker potevano prepararsi, allenarsi, decomprimere e socializzare. Un dettaglio che ha fatto la differenza, contribuendo a creare quell’atmosfera di comunità che spesso è il vero cuore di eventi di questo tipo.

Un altro aspetto evidente è stato il rispetto della scaletta e dei tempi, elemento non sempre scontato nelle battle. Qui invece tutto ha seguito un ritmo preciso, segno di una gestione attenta e professionale. Era il giorno prima di Pasqua e questa attenzione dimostra rispetto verso genitori intervenuti, che hanno voluto assistere magari al primo battle del figlio. 

Ma forse la cosa che più ha colpito è stata la sensazione di autenticità. Bust the Rust è apparso come un evento nato davvero dalla cultura e per la cultura. L’ingresso gratuito è stato una dichiarazione chiara: l’arte è aperta a tutti, e il breaking continua ad essere uno spazio condiviso, accessibile, popolare.

Uno degli organizzatori Panzerfunk, raccontando l’evento dall’interno, ha spiegato come l’idea sia nata direttamente dalla crew e dal desiderio di fare qualcosa per la città:

“ E' un evento nato dalla crew, dalla voglia di fare qualcosa per la città. Volevamo far vedere che Torino, dal punto di vista del breaking, ha ancora molto da offrire. C’è stata un bellissima jam organizzata per i suoi 50 anni da Angelino, uno dei più importanti bboy old school della scena torinese, ma noi ci tenevamo a provare a dare spazio e stimolo di confronto anche a una nuova energia, una scena viva di ragazzi e giovani che si muovono a Torino e in tutto il Piemonte”.

Uno degli obiettivi principali era trasmettere proprio questo tipo di energia:

“L’intento era dare un’idea dell’energia che portiamo noi. Le persone che sono venute si sono divertite e c’è stato grande rispetto, anche verso le famiglie e i genitori, che per noi sono molto importanti. Volevamo un evento rispettoso dei tempi e organizzato in un certo modo, proprio per dire: Torino c’è, e porta un breaking molto legato all’hip hop.”

La risposta del pubblico ha superato le aspettative:

“Portare una cosa nuova da zero non è semplice. Non ci aspettavamo questi numeri, ma quando abbiamo visto le preiscrizioni abbiamo capito che stava succedendo qualcosa di bello. Ci ha riempito di gioia e ci ha fatto pensare subito alla prossima edizione.”

Tra le novità più apprezzate c’è stata la prima edizione del King of the Freeze, format sperimentale che ha portato leggerezza e divertimento nella giornata:

“Il King of the Freeze è stata una novità. Era la prima edizione e sicuramente va aggiustata, ma è stata presa con grande divertimento. Stiamo già pensando a come renderla ancora più interessante.”

Un altro elemento che ha reso speciale la giornata è stata la presenza e il protagonismo delle nuove generazioni. Crew emergenti come Kineticz e Blasting Flow hanno dimostrato che il movimento sta crescendo:

“Ci ha riempito di gioia vedere protagoniste crew nuove. Significa che ci sono nuove generazioni che si stanno muovendo molto. Credo che vada dato merito anche alle scuole di danza che stanno spingendo il breaking e la cultura delle battle.”

La giornata era iniziata già al mattino con uno stage molto partecipato:

“Lo stage è andato molto bene, con ventidue partecipanti. In generale è stato un evento che ha rispecchiato le più rosee aspettative.”

E lo sguardo è già rivolto al futuro:

“L’obiettivo è che, andando avanti con le edizioni, l’evento riesca a richiamare sempre più nomi importanti del breaking. Già questa volta abbiamo avuto Alessandrina e Mosè, quindi è stata davvero una bellissima giornata.”

Bust the Rust lascia una sensazione chiara: quando un evento nasce dalla passione di chi vive davvero questa cultura, il risultato si percepisce immediatamente. Non solo nelle battle, ma nei dettagli, nell’energia, nel rispetto reciproco e nella voglia di stare insieme.

Torino ha mandato un messaggio semplice ma potente: la scena è viva, e ha ancora molto da dire. 🔥

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