Bloody Cult Breaking Battle: a Milano tornano le vibes underground del breaking

Bloody Cult Breaking Battle: a Milano tornano le vibes underground del breaking

Il 29 aprile il Barrio's di Milano ha ospitato il Bloody Cult Breaking Battle, evento che ha riportato al centro della scena l’energia più autentica del breaking. In un contesto volutamente underground, lontano dalle grandi arene e più vicino allo spirito originario delle battle, la giornata ha riunito circa 500 persone tra pubblico, ballerini e appassionati.

Sul dancefloor si sono sfidati un numero importante di ballerini diversi proventi dall'estero, che ha visto una forte partecipazione delle nuove generazioni, ma anche la presenza di molti nomi storici della scena.

Nel dettaglio: 42 partecipanti nella categoria Under 12, 46 nella Under 16, 43 coppie nel 2 vs 2 Open (oltre 80 ballerini) e circa 20 partecipanti nella categoria Footwork.

I vincitori

Questi i breaker che hanno conquistato il primo posto nelle rispettive categorie:

Un nuovo progetto firmato Geme e Spider

L’evento è stato organizzato da Geme insieme a Spider, segnando l’inizio di una nuova collaborazione nella scena milanese. 

L’idea alla base del battle era chiara: riportare le vibes delle battle di una volta, con un ambiente raccolto, pubblico vicino al dancefloor e un clima capace di unire generazioni diverse.

“È stato bello tornare a organizzare un evento così,” racconta Geme. “Io ho portato la mia esperienza e Spider anche le sue idee e il suo gusto. Ci siamo aiutati molto a vicenda.”

Le figure che hanno costruito il battle

Un evento di breaking non è fatto solo dai ballerini che entrano nel cerchio. Dietro ogni battle c’è un insieme di ruoli che, lavorando in equilibrio tra loro, rendono possibile l’energia, il ritmo e la credibilità della competizione. È proprio l’unione di queste figure che contribuisce al successo complessivo di un evento.

Per la categoria 2 vs 2 Open, la giuria composta da Daga, Danilo e Robb ha avuto il compito più delicato: valutare una categoria aperta, spesso la più imprevedibile e competitiva. La loro esperienza e la loro capacità di leggere stile, musicalità e dinamiche di squadra hanno garantito un giudizio solido, elemento fondamentale per la credibilità della battle.

Nella 1 vs 1 Under 16 e under 12, il ruolo dei giudici Mose, Matteino e Fle è stato altrettanto centrale. Giudicare le nuove generazioni significa saper riconoscere il talento in crescita senza perdere di vista i valori della cultura. La loro presenza ha rappresentato un ponte tra esperienza e futuro, offrendo ai giovani breakers un riferimento autorevole. 

La categoria 1 vs 1 Footwork è stata invece affidata a Geme, chiamato a valutare uno degli aspetti più identitari e tecnici del breaking. Il footwork è spesso il terreno in cui emergono personalità, ritmo e controllo, e richiede uno sguardo esperto per coglierne le sfumature.

Fondamentale per l’intera giornata è stato anche il lavoro dei DJ Uragun e Turok. Nel breaking, il DJ non è semplicemente chi mette la musica: è colui che costruisce il flusso dell’evento, alimenta l’energia del cerchio e crea il dialogo tra musica e movimento. La loro selezione musicale ha contribuito a mantenere vive le vibes per tutta la durata del battle.
Anche in questo caso esperienza è sinonimo di garanzia.

A guidare il pubblico e dare voce all’evento ci hanno pensato gli MC Ares Adami e Gasmano. Il loro ruolo è quello di tenere insieme pubblico, ballerini e organizzazione, mantenendo alta l’energia e scandendo i momenti chiave della giornata. Un MC capace riesce a trasformare una semplice competizione in un’esperienza condivisa. I due hanno gasato alla grande pubblico e ballerini.

Infine, un contributo importante è arrivato anche dal team media, con Kingudanise e Zell. In un’epoca in cui la memoria degli eventi passa anche dalle immagini e dai contenuti digitali, il loro lavoro di documentazione permette alla battle di vivere oltre il momento stesso, raccontando e diffondendo ciò che accade nel cerchio. Se la cultura si diffonde e vive a distanza è anche grazie a loro.

È proprio dalla collaborazione tra tutte queste figure — giudici, DJ, MC, media e organizzatori — che nasce l’identità di un evento. Quando ogni ruolo funziona in sintonia con gli altri, il risultato è una battle che non è solo competizione, ma esperienza condivisa per tutta la scena.

Una giornata tra nuove generazioni e veterani

Uno degli aspetti più significativi dell’evento è stato il mix generazionale presente in sala. Accanto ai giovanissimi partecipanti si sono visti molti volti storici della scena italiana.

Tra i presenti anche Kacio, Froz, Matteino e altri membri della vecchia scuola, insieme ai breaker attuali di riferimento internazionale su tutti Pesto e Alessandrina creando un raro momento di incontro tra diverse generazioni di breakers.

“Era da un po’ che non si vedevano tutte queste persone insieme sotto lo stesso battle,” spiega Geme. “È stata una grande soddisfazione vedere la gente sorridere e divertirsi.”

Atmosfera da battle “pre-Covid”

Secondo gli organizzatori, uno degli elementi più riusciti è stata l’atmosfera. Il locale, volutamente piccolo e underground, ha contribuito a creare una dimensione più intensa rispetto ai classici eventi nei palazzetti.

“La gente ci ha detto che sembrava tornare alle vibes pre-Covid,” racconta Geme. “Locale underground, emozioni forti e tanta energia nel cerchio.”

La giornata si è conclusa alle 22:30, rispettando quasi perfettamente la timeline prevista.

In palio il pass per il Kidz World Breaking

A rendere ancora più significativo il risultato dei vincitori è stato anche il premio in palio: la possibilità di rappresentare l’Italia al Kidz World Breaking, evento internazionale dedicato alle nuove generazioni del breaking.

La competizione si terrà a fine maggio a Lubiana, dove si incontreranno e si sfideranno giovani breaker provenienti da diversi Paesi, in una piattaforma pensata per valorizzare i talenti emergenti della scena mondiale.

Un’opportunità importante per i vincitori, che avranno così la possibilità di portare il proprio stile e la propria esperienza maturata nel cerchio italiano su un palcoscenico internazionale, confrontandosi con alcune delle nuove leve più promettenti del breaking globale.

Il costo degli eventi e il supporto della community

Organizzare un evento di questo tipo comporta spese importanti, soprattutto quando si scelgono giudici internazionali con voli, hotel e logistica da coprire. Per questo motivo l’evento ha previsto una quota di partecipazione.

“Se dipendesse da me farei pagare zero euro ai ragazzi e ai genitori,” spiega Geme. “Ma finché non ci sono finanziamenti bisogna stringersi tutti un po’. Ognuno contribuisce e così si riesce a creare qualcosa per la scena.” 

Allo stesso tempo, riteniamo che pagare una quota per partecipare a un evento non deve essere visto solo come un costo, ma anche come il riconoscimento di un servizio e di un lavoro organizzativo. Dietro una battle ci sono mesi di preparazione, investimenti e responsabilità. Quando la quota richiesta permette di garantire una buona organizzazione, una giuria di livello e un’esperienza curata per ballerini e pubblico, il contributo diventa parte di un equilibrio che permette alla scena di crescere e sostenersi nel tempo.

Lo sguardo al futuro

Dopo il buon riscontro di questa edizione, Geme e Spider stanno già pensando al futuro del progetto.

L’obiettivo per il prossimo anno è alzare ulteriormente il livello, provando a sviluppare un evento più ampio e con attività anche all’aperto.

Il Bloody Cult Breaking Battle ha dimostrato ancora una volta come, anche in spazi piccoli e underground, il breaking riesca a creare connessioni reali tra persone, generazioni e culture. Un segnale importante per la scena milanese e per tutto il movimento italiano.

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