15 anni di Funky Parrots - il bello chiama il bello.

15 anni di Funky Parrots - il bello chiama il bello.

Ci sono eventi che intrattengono… e poi ci sono eventi che lasciano un segno.
La festa per i 15 anni della crew non è stata soltanto un anniversario o una battle: è stata una dichiarazione d’identità. Fin dal primo passo sul floor, si percepiva qualcosa che va oltre la competizione. L’atmosfera parlava da sé — sorrisi, rispetto, energia pulita. Non servivano grandi discorsi: bastava guardarsi intorno per capire che si era parte di qualcosa di vero.

Non è un caso se così tante persone hanno risposto alla chiamata. Il bello chiama bello, e quando un gruppo riesce a costruire nel tempo una cultura fatta di valori, passione e autenticità, le persone con la stessa frequenza arrivano, si riconoscono e restano.

Questa celebrazione non ha segnato solo un traguardo: ha raccontato un cammino. Quindici anni non sono numeri su un calendario, ma passi, sudore, notti, amicizie e momenti che hanno scolpito un’identità. Dietro ogni sorriso, ogni move, ogni abbraccio c’era la storia di una crew che non si è limitata a esistere — ha costruito. E ciò che costruisci con il cuore, resta.

L’occasione è il pretesto per noi per conoscere e far conoscere meglio una crew che ha saputo creare qualcosa di emozionante. così ci siamo fatti raccontare un po’ della loro storia, del loro vissuto e del loro pensiero. Ringraziamo Logan, in qualità di portavoce della crew, per il tempo e la disponibilità.


Funky Parrots: 15 anni di famiglia, groove e comunità.

La storia dei Funky Parrots inizia nel 2010, quando Cuzzu e Logan decisero di costruire qualcosa di loro nella zona est di Milano, a Segrate. Non volevano creare semplicemente un gruppo di ballerini, ma una vera e propria famiglia. Nel tempo, altri ragazzi si sono avvicinati naturalmente: legami nati da un linguaggio comune fatto di condivisione, crescita e sostegno reciproco.

«Per noi rappresenta un corpo unico» racconta Logan. «Se uno gioisce, tutti festeggiano. Se uno ha un problema, è un problema di tutti. È questo spirito a spiegarci perché, dopo 15 anni, siamo ancora qui».

I Parrots non si sono mai chiusi nel perimetro del breaking: vivono la loro crew a 360°, come una comunità in grado di affrontare insieme ogni aspetto della vita.

Un nome che racconta identità.

Il nome nasce da un’immagine precisa: il piumaggio colorato dei pappagalli. Simbolo di individualità che convivono, di colori diversi che compongono un’unica figura.

«Volevamo che ognuno mantenesse la propria individualità stilistica» spiega Logan. «Esattamente come le piume dei pappagalli: diverse, ma appartenenti allo stesso stormo».

Il “Funk” è la colonna sonora originaria. È su quel groove che Logan e Cuzzu ballavano nei primi tempi, e ancora oggi rappresenta la loro attitudine: positiva, libera, accogliente.

Le tappe che hanno segnato un percorso.

Ogni storia ha i suoi momenti chiave. Per i Funky Parrots uno di questi è arrivato con l’incontro con Philgood. «Ci ha presi sotto la sua ala, letteralmente. Ci ha dato un metodo, una visione. Ci ha preparati per il Boty Italia 2017, e da lì è iniziato tutto».

Quell’anno, una crew cresciuta “dal nulla” arrivò seconda a uno degli eventi più importanti d’Italia. «Fu indimenticabile. Un risultato che ha premiato la nostra fatica, ma anche e soprattutto la sua. Lo ha fatto gratis, con il cuore. Quel legame non si può spiegare a parole».

Poi sono arrivati nuovi membri, la pandemia, e un rapporto sempre più stretto con la comunità milanese. Le crew The Othertz, Blasting Flow, Bandits, Red Mi Line e Natural Force sono diventate presenze costanti nella loro quotidianità. «Milano ci ha accolti e noi ci sentiamo parte di qualcosa di più grande di noi».

Trasmettere valori, non solo passi.

Dietro ogni crew longeva non ci sono solo allenamenti, ma valori solidi.
«Vogliamo trasmettere solidarietà, aiuto reciproco e il passaggio di conoscenze tra generazioni» dice Logan. «Essere un ponte tra chi è venuto prima e chi verrà dopo. Amicizia, rispetto, amore per l’Hip Hop. Each one teach one».

Questa filosofia emerge anche quando si parla dei più piccoli. Oggi molti genitori vedono il breaking come un’attività extrascolastica alternativa agli sport tradizionali. Ma per i Funky Parrots è molto di più.

«Il breaking può dare a un bambino lo sfogo e la libertà di cui ha bisogno» spiega Logan. «Allo stesso tempo insegna disciplina, pazienza e condivisione. Gli permette di confrontarsi con persone più grandi in un ambiente protetto e di sviluppare col tempo un pensiero critico. Gli apre il mondo: lingue, culture, esperienze».

E gli esempi concreti non mancano: «Basta guardare Mostro, Spider e Yuri, tre giovani nati nella realtà milanese. Sono ragazzi positivi, svegli, disciplinati e liberi. Parte di quella mentalità arriva sicuramente dal breaking».

Oltre l’agonismo, verso la comunità.

Oggi il breaking parla anche il linguaggio delle competizioni. Ma Logan ha una visione chiara: «L’aspetto battles è solo una parte del breaking. Importante, ma non tutto. Può insegnarti a metterti in gioco e a fare sacrifici, ma serve qualcuno che ti accompagni a capire che dietro c’è molto altro».

Quel “molto altro” ha a che fare con la comunità. «Ospitare qualcuno che viene dall’altra parte del mondo, abbattere le barriere linguistiche, condividere il proprio territorio, aiutare chi è indietro… è lì che cresci davvero. L’agonismo può diventare un ponte se qualcuno ti aiuta a vedere le sue possibilità».

Logan non nega che l’ambizione sia parte attuale. «Il breaking ha sempre dato peso all’idea di emergere, ed è naturale che una mente giovane lo leghi alla propria identità. Prima le occasioni erano meno e il peso dell’agonismo era diverso. Oggi è più accettato. Ma non bisogna dimenticare le radici».

E chiude con un messaggio chiaro: «Il breaking è una parte dell’Hip Hop, come le battle sono una parte del breaking. L’obiettivo è aiutare i ragazzi a scoprire tutte le sfumature di questo mondo. E questo è un compito nostro, di chi insegna e accompagna».

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